I.I.S. Artusi Chianciano

Tutto è iniziato con un laboratorio teatrale di 6 mesi, da Novembre a Maggio del 2013, con incontri a cadenza settimanale per portare in scena lo spettacolo “Il paesino di Sant’Ilario”, rielaborazione originale dell’opera di Fabrizio de André a partire dai personaggi delle sue canzoni.

Impegno e passione, ma sicuramente anche disciplina, che fanno di ogni sforzo a ben fare un contributo alla crescita individuale e collettiva, quella crescita individuale e collettiva che è obiettivo centrale della scuola, prima ancora della nozione e della formazione specifica.

E’ per questo che non sorprende – non deve sorprendere – che un racconto così lirico sia narrato da studenti di un istituto “tecnico”, come l’Artusi: “poesia /
è il mondo l’umanità / la propria vita / fioriti dalla parola / la limpida meraviglia / di un delirante fermento”, così scrive Ungaretti nella sua “Commiato”.

All’interno dello spettacolo il pubblico ha potuto degustare una delle canzoni di De André preparata dagli studenti… ´Â çímma.

Negli anni successivi si sono alternati spettacoli eterogenei per offrire ai partecipanti la possibilità di sperimentare differenti tecniche e stili di rappresentazione.

Nel 2014 è andata in scena una versione multimediale di Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare: gli attori recitavano tra scenografie digitali e uno dei personaggi principali, assente all’ultimo momento per malattia, è stato sostituito da una versione multimediale che si muoveva tramite videoproiezioni dinamiche.

Con Il canto del pane nel 2015 gli allievi hanno recitato negli spazi della scuola in uno spettacolo scritto appositamente per valorizzare la specificità dell’Istituto Alberghiero.

Nel 2016 con il Decameron di Boccaccio si è approfondita la tecnica della narrazione mentre nel 2017 è stata la volta di un giallo comico ambientato in Toscana. Anche in questo caso si è data molta importanza al legame con l’istituto: tutta la storia ruotava attorno ad una ricetta, ogni personaggio ne rappresentava un ingrediente e il “detective” che risolveva il caso era proprio Pellgrino Artusi. Il “polpettone dell’Artusi” è stato realmente preparato dagli studenti dell’istituto e servito al pubblico al termine dello spettacolo.