Le origini del progetto

Nel Gennaio del 2015 la Scuola di Musica del Garda di Desenzano (BS) mi ha proposto di occuparmi della regia de La bulla di sapone, un’opera musicale originale sul bullismo prodotta dagli allievi e dagli insegnanti della scuola stessa. La sfida registica consisteva nell’amalgamare le molte anime che partecipavano alla sua realizzazione: un librettista, 4 compositori, 2 cantanti lirici professionisti, 8 bambini allievi del corso di canto, un’orchestra di 25 elementi composta da allievi e maestri della scuola, nonché alcune allieve dell’Accademia di Belle Arti di Brescia che avrebbero realizzato le scenografie come tesi finale del percorso di studi. Avevamo a disposizione tante energie, materiali e competenze, ma non sapevamo come metterle insieme per raccontare una storia efficace, semplice e al tempo stesso poetica ed emozionante. C’era solo una cosa da fare: mettersi al lavoro.


  • Attori e scenografie
    Le prove con le bolle
  • La bulla di sapone
    Anteprima
  • La voce di Chiara e il proiettore dei macchiati
    Illuminano l’anteprima
  • Prove di classe
    Il baritono Severo fra i pifferi
  • Giochi di traparenze
    prove di effetti con le bolle

Le prime prove

Nei diversi weekend intensivi con il gruppo di giovani cantanti-attori abbiamo lavorato sul movimento nello spazio in relazione agli altri e alle musiche che man mano i compositori ci fornivano, con l’obiettivo di scoprire quanto ci saremmo potuti spingere nella direzione di un canto recitato. I bambini, che erano abituati a concentrare tutta l’attenzione sulla voce, hanno scoperto che il corpo in movimento offriva loro nuove potenzialità espressive. Poi sono arrivate le scenografie…

Questioni di scenografia

Abbiamo scelto una struttura scenografica modulare volutamente asettica, composta da un centinaio di cilindri bianchi, alcuni pieni altri vuoti, rivestiti di un tulle adatto alle proiezioni. La scommessa era da un lato rendere i movimenti scenografici parte integrante della narrazione e dall’altro creare scene d’effetto che valorizzassero la storia.

Ma la vera domanda era un’altra: sarebbero riusciti 8 bambini a far rotolare in scena decine di cilindri di polistirolo, creando di volta in volta strutture alte fino a due metri, senza possibilità di errore, senza mostrare tensione e soprattutto continuando a cantare e a recitare?

Equilibri e fragilità

All’inizio le bolle cadevano in continuazione, rotolavano fuori dal palco, venivano calciate per errore e le strutture crollavano come castelli di carte. Con il passare del tempo invece i bambini hanno acquisito una particolare delicatezza nel manovrare le scene e un’attenzione ai dettagli, che ha influito positivamente sulla loro interpretazione. Proprio il limite apparente della fragilità ha contribuito a dare la giusta leggerezza allo spettacolo che, ricordiamo, racconta la fragilità della bulla attraverso la metafora della bolla di sapone.

Arriva l’orchestra

Nel mese di maggio i cantanti e i musicisti erano pronti per incontrarsi. E’ stato un momento molto emozionante per tutti; all’inizio per i bambini erano un po’ spaesati perché 25 elementi che suonano dal vivo sprigionano una grande energia, tutt’altra cosa rispetto alle basi registrate a cui si erano abituati. Ma il rispetto e l’ascolto reciproco hanno fatto sì che si trovasse, ancora una volta, il giusto equilibrio. Le due anime dello spettacolo, la musica e la recitazione, si sono prese per mano per andare insieme di fronte al pubblico.

L’anteprima

Il 22 Giugno 2015, nell’anteprima dell’opera, è stato presentato il progetto e alcuni brani sono stati messi in scena per il pubblico presente. Questo evento è stato fondamentale per valorizzare il lavoro di tutti i soggetti interessati ed è servito da volano per tutti gli sviluppi che sono avvenuti negli anni successivi.

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